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I metadati salveranno la biodiversità?

[fa icon="calendar"] 27/04/2018 / by Enrico Bisenzi

Enrico Bisenzi

 

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Nasce un ennesimo social network basato sui metadati dei nostri cellulari e sulla volontà di osservare e salvare il mondo (!?!)
iNaturalist è un SOCIAL NETWORK, una piattaforma Web e una (serie) di APP OPEN-SOURCE sviluppate dall’ACCADEMIA DELLE SCIENZE DELLA CALIFORNIA al fine di promuovere una coscienza naturalistica grazie anche all’utilizzo diffuso di smartphone con, oramai, evolute capacità fotografiche ed acquisizioni audio.


 Se siete amanti della natura e volete capire meglio cosa avete incontrato durante una sessione di !bioWatching allora potete aggregarvi alla comunità di INATURALIST per scoprire quello che avete registrato come suono o immortalato come immagine: impressionante, ad esempio, la capacità di !Reverse Image Search offerta dalla piattaforma nell’individuazione delle specie fotografate al fine di individuarne genere e specie così come molto reattiva la comunità di iscritti che seppur numericamente modesta (seicentomila gli iscritti in tutto il mondo) è molto attiva nel condividere, verificare o assegnare le identificazioni in corso.
Particolarmente interessante l’acquisizione in automatico dei meta-dati prodotti, ad esempio, dagli smartphone che consentono di abbinare ad una foto data e luogo (fondamentale per un’osservazione naturalistica) ma anche tutti gli altri meta-dati normalmente prodotti a cominciare dal modello del device utilizzato.

 

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Topics: comunicazione, Digitale, metadati, biodiversità

Enrico Bisenzi

Written by Enrico Bisenzi

Nato a Firenze (classe 1967) comincia a lavorare appena ventenne con enti di ricerca (CNR) ed Università sperimentando la rappresentazione, classificazione e conservazione dell’allora (anni ‘90) emergente comunicazione digitale sul Web. Diventa quindi naturale orientare parte della propria attività professionale verso i motori di ricerca e la loro capacità di reperibilità, ma anche rappresentazione e conservazione dell’informazione digitale collaborando con aziende private di rilievo nazionale ed internazionale. Cerca di trasmettere le competenze acquisite insegnando in numerosi enti formativi ed accademie approdando all’Alma Artis di Pisa con l’idea di istituire un master sulla conservazione e il restauro dei Beni Digitali.