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Videomapping in chiesa. Accompagnamento per organo

[fa icon="calendar"] 19/06/2018 / by Anna Maria Monteverdi

Anna Maria Monteverdi

 

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 La Chiesa Abbaziale di Santa Maria Assunta alla Spezia è diventata lo scenario di uno spettacolo davvero…miracoloso. Il famoso musicista e maestro d’organo Ferruccio Bartoletti grazie all’associazione musicale Caesar Franck e alla Fondazione Carispe ha definito una serie di appuntamenti musicali per le Chiese provinciali e ha inaugurato la rassegna l’8 giugno con un suo concerto.

La caratteristica è stata l’improvvisazione sia per la musica che il video che ha fatto da brillante e stupefacente scenario alla musica. Il videomapping (in interno e non in esterno) ha ricreato la giusta atmosfera andando a definire i contorni dello spazio absidale, delle vele, dell’altare, uno spazio sacro e mistico esaltato e impreziosito dalla luce e dall’effettistica video.

A lato l’imponente organo di Bartoletti; il Maestro profondamente ispirato, dava il giusto “mood” al giovane artista visivo Tommaso Rinaldi, aka Highfiles per far virare di colorazioni scure o infuocate la parete sovrastante l’altare. Effetti che ricordavano talvolta il barocco o il gotico, replicando le forme a sesto acuto delle volte e le forme intagliate delle guglie antiche ricreando un’atmosfera mistica.

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E così il video ricrea l’idea di affreschi dell’antichità, portando il pubblico dentro una dimensione immersiva davvero potente. Tante le suggestioni suggerite dalla musica e raddoppiate dal video, che in alcuni casi davvero ha ricreato dei momenti cinematografici impressionanti.
E così una tecnica e una modalità tipica del mondo del VJing e dei club musicali entra in un mondo completamente altro, creando quella ibridazione (prima di tutto culturale e poi tecnica) di cui parla Jenkins nel fondamentale volume Cultura convergente. Folla straordinaria in ”religioso silenzio” (doveroso peraltro dato il luogo).

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Abbiamo chiesto alcune delucidazioni tecniche a Hightfiles che in questi giorni sta partecipando come finalista a una kermesse di Live mapping a Roma e da un anno è anche titolare del corso di DRAMMATURGIA MULTIMEDIALE all‘Accademia di Belle Arti ALMA ARTIS di PISA:

Come ti prepari tecnicamente a una improvvisazione con videomapping?
Di solito seguo un canovaccio mentale, che spesso però, da metà circa lo tralascio quasi senza rendermene conto per dar spazio ad una improvvisazione pura. ieri non sapendo bene cosa avrebbe fatto Ferruccio Bartoletti (ho scoperto qualcosa di più nei pochi secondi precedenti al live) , ho preparato una Serie di animazioni a loop su after effect, poi mixate, gestite live, effettate e rese sound reactive tramite il software resolume.

I video davano una dimensione pittorica. Lo avete stabilito in precedenza insieme con il musicista questo effetto?
No! Abbiamo lavorato liberi e a compartimenti totalmente stagni, e ci siamo parlati solo pochi istanti prima di iniziare… Lo considero un atto molto performativo, ma allo stesso tempo l’idea di base su cui abbiamo lavorato, senza saperlo era abbastanza simile.

E lo scenario che diventa affresco era forse frutto di qualche tua reminiscenza d’accademia dove ti seri formato a Torino?
Credo che gli studi passati continuino ad influenzare in qualche modo, ma a un livello di subconscio soprattutto. E poi spesso sono gli “studi” (non ero il migliore degli studenti ecco) classici fatti in precedenza che mi forniscono spunti, in questo caso mi interessava mettere a confronto due forze, una oscura e una luminosa, un po’ il dualismo che ci contraddistingue e che è per me il perno della religione cattolica, il peccato e il perdono.

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Topics: videomapping, organo, musica, proiezioni

Anna Maria Monteverdi

Written by Anna Maria Monteverdi

Dottore di ricerca in Forme della rappresentazione audiovisiva, teatrale e cinematografica, esperta di Digital performance; ricercatore T.I. di Storia del Teatro al Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali dell'Università Statale di Milano, ha insegnato per 10 anni Digital video e Drammaturgia multimediale all’Accademia di Brera, Scuola di Nuove Tecnologie; ed inoltre all’Università di Pisa, al Dams di Bologna e di Imperia. Ha pubblicato tra gli altri: Il teatro di Robert Lepage (Bfs 2004), Le arti multimediali digitali (con A. Balzola, Garzanti 2004), Nuovi media Nuovo teatro (FrancoAngeli 2012), Rimediando il teatro con le macchine, con le ombre, con i new media (2014). È stata co-curatrice del progetto europeo IAM (International Augmented Med) su Nuove Tecnologie e Beni Culturali. Fa parte dell’International Federation of Theatre Research. È Program commitee di GARR per le tecnologie e la ricerca. Ha realizzato il documentario teatrale Teatri I Ri Ne Kosove (Nuovo Teatro in Kosovo) acquistato dalla Rai e proiettato al Piccolo di Milano come selezione speciale del Festival Invideo. Insegna Culture Digitali all'Accademia di belle Arti Alma Artis di Pisa.